Fail

La selezione qui proposta è parte di un ampio progetto di Stefano Parrini che indaga l'estetica del fallimento di archiviazione della memoria nell'eta della tecnica. La serie di immagini trasfiguranti prodotte dal recupero di hard disk rotti, da errori di scansione, da incomplete trasmissioni analogiche e da altri viziati repertori tecnici ci dimostra un nuovo paesaggio della memoria. Il linguaggio dei ricordi si fa balbuziente e incomprensibile. I loro contorni sono confusi, sfuocati, frantumati e slabbrati. Quasi dispersi. Come perduti. Da qui il titolo FAIL che in inglese può significare: disappunto, omissione, guasto, fallimento.

Il conoscere è per Platone essenzialmente un ricordare. Senza memoria di fatto non esistiamo. La memoria è ciò che ci aiuta a non escludere la nostra esperienza dal mondo o da quell'insieme di acquisizioni che danno forma alla nostra biografia e definiscono l'impronta che ci rende unici e inconfondibili.

Chi perde la memoria è smarrito. Perciò dall'antichità le comunità si adoperano per tramandare, conservare, archiviare. Se oralità, scrittura, arti sono state in origine forme distinte di memoria collettiva, la materializzazione della sfera individuale è una conquista più recente. La sua endemica diffusione la dobbiamo all'invenzione della fotografia più che all'alfabetizzazione che permise a ciascuno di trascrivere lettere e diari.

Tutto questo ci porta, nei giorni nostri, a riflettere sul fatto che la tecnologia sta espropriando la memoria dalle persone, poiché il presente è condiviso in modo istantaneo e vi è sempre meno sforzo di ricordo. Anzi sono le macchine a crescere la propria memoria e a ricordare per noi. Tutto appare più accessibile ma anche più esposto a rischi di obsolescenza e deperimento.

Inoltre sempre più smaterializzata e frammentata la memoria non è più il luogo dei pensieri che parlano di noi, la fonte da cui attingere le verità più intime, ma un deposito all'aperto di immagini che racconta l'idea che ci siamo fatti di noi attraverso gli altri. L'archivio di un passato non sempre riconoscibile e soggetto alle intemperie e alle incertezze di un futuro dettato dalla tecnica.

di

Steve Bisson

By Vic Mirmow (Own work) [CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons_CD_Pits_at_6.25x_Magnification